1.7.09

La mia canzone più brutta

Ho scritto la mia canzone più brutta.

19.3.09

Mi sa che sto perdendo la mia dignità.
Ho anche rimosso tutti i miei post "politici". Ginebra ha ragione: fanno pena.

Risposta di Ginebra Vianca

Ieri mi è arrivata una mail da Ginebra Vianca che dice quanto segue:


Deludente Dino,

Ti chiedo di togliere dal tuo blog ogni riferimento alla mia persona: non mi sembra di averti mai autorizzato a spiattellare in pubblico il mio nome.
Stai violando i più basilari diritti alla privacy.
Smettila.

G.



Più che amareggiato sono sorpreso.
Io avrei violato la privacy di Ginebra Vianca?
Non ho pubblicato il suo numero di telefono, o il suo indirizzo e-mail, ma solo un nome, un nome come tanti. Potrebbe perfino essere inventato.
Ginebra Vianca o Paola Rossi mi deve spiegare in che modo io violerei la sua privacy.

Comunque faccio quello che vuole lei: come si è visto ho modificato il suo nome.
L'ho modificato anche nei post precedenti.

Non voglio polemiche.

3.3.09

Lettera a Ginebra Vianca

Pure tu non esci più
Se non per comprare le sigarette
Quando pulisci casa inviti qualche amico
Ma non succede spesso
Lo sai che i ghiacci si stanno sciogliendo
Dovremmo andare via, inventarci una vita lontana dai parenti
Dobbiamo far qualcosa prima che il mare ci sommerga
Ma qui abbiamo tutto, abbiamo il lavoro, abbiamo i macchinari per le nostre passioni
I sogni si separano, io tengo lezioni poi gioco al computer
Domani ti riprenderai
Aprirai diversi libri
Guarderai le amiche incinte
E i pensieri non vorranno andare via
Vorrai una vita altrove lontana dai parenti
Ma vorrai anche una vita come tutti
Cosa vuoi fare
Vuoi affogare prima che il mare ti sommerga
Vuoi solo uscire di casa
Perché abbiamo finito le sigarette

26.2.09

Il ritorno di Ginebra Vianca

E' tornata la mia amica Ginebra Vianca e mi ha detto che non sono convincente quando parlo di politica.

"Non è che io non condivida ma stilisticamente non è il tuo campo; ci sono giornalisti, intellettuali, artisti che in questo campo si esprimono in modo molto più interessante".

Ho accusato il colpo, ma mi sono ripreso quasi subito.

Quindi le ho fatto leggere un mio pensiero su Kafka, pubblicato sulla rivista il Funambolo.

I MIEI PROBLEMI CON KAFKA


Kafka a volte mi fa sentire... non lo so.
Spesso mi colpisce per la sua limpidezza e il senso dell'umorismo.
Prendiamo La metamorfosi: che ridere! Un tizio di nome Gregor Samsa si sveglia trasformato in uno scarafaggione e la sua famiglia più che orrore prova imbarazzo, specie quando ci sono degli ospiti a cena.
Il mostro è sconveniente. Qui sta l'umorismo in Kafka.
In genere si trova Kafka angosciante, non comico. E' ovvio che una caratteristica non esclude l'altra, anzi, ma io ci tengo a dirlo: Kafka è principalmente comico.
Hanno detto che Kafka si sbellicava mentre leggeva agli altri i suoi racconti, e io ci credo.
Kafka, perché ridevi?
Non è che pure tu provavi imbarazzo di fronte all'orrore da te stesso scritto, come i famigliari di Gregor Samsa, e così ci ridevi sopra? Risata nervosa?
E pure io, rido forse per superare l'imbarazzo dell'orrore, come i famigliari di Gregor Samsa?
Non so.
Mi è difficile dire chi io sia quando leggo Kafka.
Mi perdo, è giusto, spesso ci si perde leggendo... ma non in modo così sconveniente.
Cos'è che in Kafka fa la differenza?
Se ricordo bene quello che diceva il mio professore, basta inserire un elemento che sconvolga la normalità per creare l'angoscia e/o il riso.
Solo che in Kafka l'elemento anormale è trattato come se fosse normale, e non ha nulla di suggestivo o di simpaticamente surreale come, ad esempio, una mela sulla faccia di un borghese.
Quindi Kafka è uno scrittore realista, non iperrealista.
Tutti ci comporteremmo come i famigliari di Gregor Samsa, credo: si cerca di convivere normalmente con l'orrore, poi ad un certo punto lo si elimina, se si può, e la vita continua.
Io ho dei problemi di coscienza.
Non molto tempo fa ho fatto degli incubi terribili.
Se Kafka fosse ancora vivo gli racconterei qualche pessima barzelletta, e poi lui, ne sono sicuro, scuoterebbe la testa dicendomi:
"Senti questa: la metamorfosi".
E insieme ci rotoleremmo in terra dal ridere.


"Carino" ha commentato Ginebra.
Quanto mi fa innervosire.

18.2.09

Post rimosso dall'autore. Parlava di politica. Era inutile.

10.2.09

Rimosso dall'autore. Parlava di politica. Era inutile.

15.1.09

La mia scaletta

"La vita è breve e spesso rimane sotto" (sottotitolo: Dino Fumaretto tra noia e incubi di dubbio gusto) uscirà quest'anno (quando esattamente? Non chiedetelo a me).
Ecco i titoli delle canzoni nell'ordine da me proposto: non è detto che venga rispettato, poichè io sono lo sceneggiatore, non il regista.
E giacchè vogliamo ottenere un successo mastodontico è probabile che la mia scaletta non venga presa alla lettera... si dovranno per forza fare delle modifiche, a partire dal titolo: forse verrà cambiato con "Ti amo ma sono distratto".
Vedremo.
Ma ora vi offro la scaletta, come io la vorrei nella mia testa.

La vita è breve e spesso rimane sotto

1. Soffio di vento
2. Nella casa ho sentimento
3. Scorpione nero (primo incubo)
4. Mostra
5. Tu sei pazza (testo di Daino Fumaretto, mio amico-non siamo parenti!)
6. Bicchiere
7. L'ispettore Pitocco
8. Canzone di Elia Billoni
9. Insonnia - il nuovo che avanza
10. Altri sogni neri (secondo e terzo incubo)
11. Sogno d'appendice
12.Venite assassini
13. Omicidio
14. Immersioni
15. Un anno terribile
16. Guarda la vita nel suo lato più good*

*Canzone di Eric Idle

2.12.08

Dolore intercostale

Dalla scorsa settimana ho un dolore intercostale al fianco destro.

E come sapete non sono l'unico.

19.11.08

corpo e mente

Sono stato a Roma con il mio interprete ufficiale Elia Billoni.
Abbiamo anche visto il buco del Pantheon.

E' passato del tempo, sì.
E con il tempo la mia mente si è allontanata.
Billoni è mentalmente lontano da me, ragioniamo diversamente, abbiamo approcci differenti.

Eppure abbiamo gli stessi dolori fisici.
Quando lui ha fame io ho fame. Quando io ho mal di pancia lui ha mal di pancia.

Proprio ultimamente mi è salito un dolore dai testicoli fino a sotto la pancia.
Ho chiamato Billoni e gli ho chiesto come stava. "Come se mi avessero dato un calcio nelle palle", ha risposto lui.

Non abbiamo avuto altro da dirci, non abbiamo quasi mai niente da dirci, siamo menti separate.
Non sento più alcuna affinità con Billoni.
Strano quindi che fisicamente siamo così in sincronia.
Il corpo, questo sconosciuto.

Ma forse sono dolori psicosomatici.

Allora sono fregato.

22.10.08

Post rimosso dall'autore. Parlava di religione. Era inutile.

7.10.08

Cercasi donna della pulizie

Pulire casa diventa sempre più problematico.
Ero partito con l'idea di rivoluzionare gli spazi, ma se mi trascino i lavori di pulizia non arriverò nemmeno ad appendere un quadro nuovo.
Domani ho intenzione di pulire casa. Va bene, pulisco casa, ma poi? So come va a finire: mi sentirò stanco dopo il lavoro e così mi sentirò in diritto di non fare più niente.
E ancora una volta la rivoluzione verrà rimandata.

Questa faccenda delle pulizie sta diventando seccante: mi impedisce di fare la rivoluzione.
E se chiamassi una donna delle pulizie?

A tutte le interessate: mandate breve biografia specificando le vostre idee politiche a dino@dinofumaretto.com

22.9.08

Non mi piace più pulire casa

Che tristezza impiegare il sabato pomeriggio nei lavori di pulizia.
Aspirapolvere e straccio, dappertutto (quasi: certi punti ho fatto finta di non vederli).
Non mi piace più pulire casa. Ma lo devo fare. Ho dovuto farlo, era un mese che non lo facevo. Si, mi vergogno. Ma è successo qualcosa che mi ha tolto entusiasmo. Ora la casa è pulita (però ci sono dei moscerini che girano in cucina, non capisco come mai), ma in compenso si è rotta una corda del pianoforte, peraltro scordatissimo da tempo. Dovrò chiamare l'accordatore.

Forse dovrei anche buttare via la spazzatura.

18.7.08

Il botto

Varie persone sono uscite di casa e hanno fatto un botto.
Non dovevano uscire, io l'avevo detto.

Per conto mio ne ho già abbastanza delle botte che prendo in casa.

E ora una canzone profonda (col botto).

Settembre
Due aerei di carta colpirono i miei occhi
Mi sbriciolai e tutti videro
Tutti hanno visto quindi è vero
Ma io non sono cieco
Non c'entrano gli aerei
Se dentro sono esploso.

Tu credi di vedermi o fai finta di vedermi
Gli occhi apparenti riflettono lo schermo
Noi siamo esplosi dentro
Abbiam mangiato bombe
Forse prima di settembre